Armando Blasi fu ucciso a Milano il 5 novembre 1994 davanti al suo ristorante “Il Cuoco di Bordo”, in via Gluck. Il killer sparò tre colpi e fuggì senza portare via nulla.
Il caso di Armando Blasi rientra in quella categoria di delitti irrisolti che hanno l’aspetto di una vera esecuzione, ma sui quali non è mai stata fatta piena luce. Ristoratore toscano, titolare del locale “Il Cuoco di Bordo” in via Cristoforo Gluck, a Milano, venne ucciso nella notte del 5 novembre 1994, poco dopo avere chiuso il ristorante.
A rendere il caso ancora più inquietante fu la dinamica. Il killer non cercò l’incasso, non rubò nulla e non colpì il fratello Franco, che era accanto alla vittima. Sparò solo ad Armando, poi fuggì nel buio a bordo di un’auto dove, secondo il racconto del testimone, poteva esserci anche un complice.

Armando Blasi: la notte dell’agguato davanti al “Cuoco di Bordo”
Armando Blasi aveva 49 anni ed era originario di Arezzo. A Milano aveva costruito la sua vita intorno al ristorante di via Gluck, un locale noto per il pesce e frequentato da clienti molto diversi tra loro: famiglie, giornalisti, poliziotti, calciatori e anche persone legate ad ambienti meno limpidi della città.
La sera del delitto, dopo avere abbassato la saracinesca, Armando uscì con il fratello Franco. I due stavano tornando verso casa, a poche centinaia di metri dal locale. All’improvviso, una Fiat Uno chiara si fermò vicino a loro. Da quell’auto scese un uomo alto e magro, con il volto coperto da un passamontagna. Aveva una pistola e ordinò ai due fratelli di arretrare verso il portone.
In pochi istanti partirono tre colpi. Armando venne raggiunto al torace, all’addome e al braccio sinistro. Il killer risparmiò Franco e si allontanò subito. La scena rimase segnata dai bossoli, dai cocci di una bottiglia e dal sangue sul marciapiede. Armando venne soccorso e portato al Fatebenefratelli, ma morì circa tre ore dopo.
Le piste, l’incasso lasciato in tasca e il mistero rimasto aperto
Fin dall’inizio, la rapina sembrò una spiegazione debole. Il denaro dell’incasso era ancora con lui: quasi nove milioni di lire, tra contanti e assegni. Il killer non aveva preso nulla, non aveva cercato la cassa e non aveva agito come qualcuno sorpreso da una reazione imprevista. Tutto faceva pensare a un’azione studiata.
Le indagini presero in considerazione diverse piste. Si parlò di possibili minacce, di persone sospette viste nei giorni precedenti davanti al locale e anche di un movente legato ad ambienti criminali o a questioni mai chiarite. Ma nessuna strada portò a un nome certo.
Il punto più doloroso è rimasto proprio questo: Armando Blasi fu ucciso davanti al suo ristorante, sotto gli occhi del fratello, ma il suo assassino non è mai stato identificato. Dopo trent’anni, il delitto di via Gluck resta uno dei casi irrisolti più enigmatici della cronaca milanese: un agguato rapido, selettivo, senza bottino e senza una verità giudiziaria capace di spiegare perché qualcuno decise di sparare proprio a lui.